sabato 14 giugno 2014

IL RUGBY

Scrivo questo racconto, questa lettera, questa storia per tutti coloro che hanno giocato, che giocano e che giocheranno a rugby.
Il rugby è uno sport diverso da tutti gli altri.
Non dico che sia migliore o peggiore. Il rugby è quello sport che ti permette di concludere grandi azioni singolari e grandi mete di squadra.
Uno sport considerato violento ma in realtà di una dolcezza incredibile. Ti culla in un mare di emozioni meravigliose e poi di colpo, proprio quando meno te lo aspetti ti schianta contro uno scoglio dal quale però tu verrai via per continuare a nuotare.
Il rugby è uno sport dove non importa come sei, importa chi sei.
Importa il fatto di restare sempre sul pezzo, di avere la testa a posto e aperta, pronta a reagire qualsiasi cosa succeda.
Passano i palloni e passano gli anni, ma chi è stato grande non passa mai. Perché un rugbista non muore mai. Viene ricordato nei segni dei suoi tacchetti sul campo che se anche sono scomparsi alla vista loro ci sono. Rimane il sangue delle ginocchia sull'erba fresca e la saliva contro la terra secca.
Il rugby è uno sport che ti allena alla vita, al combattere e alla fine ad uscirne a testa alta. A farti male e a sentirti Dio.
Uno sport giocato da donne e poi da uomini. Uno sport che deve continuare, che deve dare un segnale forte, uno sport sotto al quale si possono concentrare i sogni di nazioni intere, di città e di piccoli paesi.
Uno sport che non è del tutto uno sport.
É più un qualcosa per cui vivere. Questo è il rugby e perfino qualcosa di più che non so come scrivere. Forse basterebbe dire:
“Vento tra i capell a occhi chiusi nella notte scura”:

venerdì 13 giugno 2014

STORIE DI MITI: JESSIE...


C'è per chi correre è una punizione, c'è chi correre lo odia.
Ma a parte questi due casi, c'è chi di correre non smetterebbe mai.
C'è chi si fermerà a bere e poi continuerà, chi faticherà ma ci crederà.
Così è già successo.
Erano le olimpiadi del 1936, i tedeschi dovevano, erano costretti, non potevano fare in altro modo, vincere tutto.
Il cancelliere tedesco sedeva nella sua grande tribuna.
"La razza ariana è superiore, vincerà tutte le prove"
La più grande fesseria che sia mai stata detta nella storia dello sport.
C'è la gara. La gara che tutto il mondo aspetta. La finale dei cento metri maschili.
Lo starter ha la pistola in mano. Si sente sicuro, sa che i tedeschi non sbaglieranno, anzi faranno anche il record del mondo.
Si sbaglia invece.
Si comincia e si finisce la gara in dieci secondi.
Hitler guarda chi ha superato il traguardo per primo e vede un tedesco. No, vide male, anzi forse non lo vide neanche.
Il piccolo afroamericano con i denti un po' sporgenti e la statura proprio non nella media ha vinto.
"Come?"
"Ha vinto un americano..."
"No. Non è possibile"
10"2, i secondi che bastano a cominciare un cammino verso la libertà!

STORIE DI MITI: ARU



Scrivo questa storia per un amico.
Io non seguo il ciclismo e tanto meno so chi è Aru.
Mi hanno detto che è arrivato terzo nel giro d'Italia e io ci credo...
Scrivo però questa storia per chi ride sempre, per chi delle sue passioni non sa che farsene e per quello che le passioni le coltiva fino a farle diventare grandi amori.
Per chi va forte in macchina e per chi lo fa in bici.
Per continuare a parlare con un bicchiere tra le mani, in quelle sere di salite pericolanti e di disastrose discese.
In quelle sere in cui qualcuno si alzerà in piedi sulla sella, guarderà il cielo credendo che Dio si trovi lì, butterà in avanti e poi in alto anche le braccia e con un urlo lascierà andare, lascierà uscire e correre fuori quella grande passione.
Per coloro che negli anni vestiranno di rosa e per coloro che il rosa non lo vedranno mai.
per chi ci crede e per chi ha negli occhi due copertoni forati.

martedì 10 giugno 2014

STORIE DI MITI: Super Eroi

Nascono delle menti di uomini semplici. Di uomini normali. Diventano super.
Vengono disegnati in pagine e visti da milioni di persone.
Vivono per qualcosa di vero e di reale. Per il sogno di lottare contro la criminalità e per ottenere la giustizia.
Negli occhi, quelli fatti a pennarello e poi colorati vi si intravedono grandi sogni.
Ognuno di loro. Ognuna di quegli uomini che nascono sulla carta reincarna i sogni di uomini fatti di carne.
Volare e incenerire. Correre e spiccare.
Essere tranquilli e poi fare cose incredibili.
Intrattenere adulti e stupire piccini.
Essere un esempio per tanti e poi essere imitati da fantocci in televisione.
Questi sono i super eroi. Coloro che hanno segnato le epoche e gli anni e segneranno quelli di chi verrà.