martedì 10 giugno 2014

STORIE DI MITI: Super Eroi

Nascono delle menti di uomini semplici. Di uomini normali. Diventano super.
Vengono disegnati in pagine e visti da milioni di persone.
Vivono per qualcosa di vero e di reale. Per il sogno di lottare contro la criminalità e per ottenere la giustizia.
Negli occhi, quelli fatti a pennarello e poi colorati vi si intravedono grandi sogni.
Ognuno di loro. Ognuna di quegli uomini che nascono sulla carta reincarna i sogni di uomini fatti di carne.
Volare e incenerire. Correre e spiccare.
Essere tranquilli e poi fare cose incredibili.
Intrattenere adulti e stupire piccini.
Essere un esempio per tanti e poi essere imitati da fantocci in televisione.
Questi sono i super eroi. Coloro che hanno segnato le epoche e gli anni e segneranno quelli di chi verrà.

mercoledì 4 giugno 2014

STORIE DI MITI: GENTE

Mi è capitato spesso nella mia vita di incontrare persone strane. Persone ubriache, clown, teppisti, piromani, corridori, giornalisti, piloti, tifosi e amanti.
Tutte persone che avevano a che fare con qualcosa che si chiama mondo.
Persone che non avevano meta. Che non avevano casa o religione.
Mi è capitato perfino di incontrare persone ricche e potenti. Alcuni pensavano di poter comandare il mondo. Altri di poter vincere. Altri ancora di poter fuggire da un destino già segnato.
Altri che dovevano correre per la loro libertà o la libertà di generazioni intere. Colori e fotografie.
Descrizioni vere e e false, descrizioni di fiori. Grandi e muscoli e piccole menti. Grandi moto e piccole altezze. Grandi montagne e piccole case.
Sognatori  che credevano in idee false e in incredibili verità.
Aquile e falchi sfrecciavano nel cielo, in un cielo blu, ricco e aperto.
In un cielo di legalità, in un cielo di giovani sconvolti. Perché la vita è bella e adesso non ci resta che piangere.

giovedì 29 maggio 2014

STORIE DI MITI: BOB...



Canzoni rivoluzionarie, canzoni vere, canzoni che ti si ripetono dentro la testa in continuazione,
sbattono sulle pareti e sulla corteccia celebrale, rimbalzano e si conficcano violentemente nella tua anima.
Di lì quella roba, quelle parole, quei testi, quel ritmo, quella musica... di lì non se ne vanno più.
Bob era così. Ti dava quella carica vera. La voglia infinita di ballare, di ballare il reggae, che in realtà è la musica su cui Dio balla.
Bob Marley è un esplosione di colore di vivacità e di grande voglia di vivere.
Di saltare per tutta la vita con i capelli che ti sbattono sul collo, ti finiscono sul volto, alzi le mani, lo sguardo, accenni un sorriso e cominci a muovere i piedi seguendo il ritmo che ti indica lo spirito.
Non la vuoi più smettere.
É la musica per cui gli inglesi probabilmente non avrebbero comprato gli africani per schiavizzarli, ma solo per sentirli cantare.
Però quella musica è nata con gli schiavi, è nata per sperare nel futuro, nella libertà e in tutto ciò che vale veramente qualcosa.
Bob era semplicemente un profeta e come tutti i profeti … volano via troppo presto … volano sulle ali della libertà.

martedì 27 maggio 2014

STORIE DI MITI: LENNON


Suonava.
Lui suonava e cantava. Una voce dolce, sottile e fine che ti accarezzava e volava via, diceva parole vere, parole che voleva avverare.
Rimasero solo utopie.
Cantava perché la gente ci credeva, tutti lo facevano con lui, con lui e il suo gruppo.
Non è che fosse l’uomo da seguire … forse era proprio crollato anche lui come tutti in quegli anni.
Ma il fatto che si chiamava John lo salvò.
I capelli e la barba lunghi, i piccoli occhiali tondi che lo caratterizzavano.
Il banjo che cominciò a suonare e la voce con cui  fece volare.
Andava oltre a quello che era lui. Oltre a tutto quello che le persone dicevano. Gli uomini non sono perfetti no … ma le canzoni ti possono far immaginare.
Le foto sono rimaste. Gli amori non se ne sono mai andati. John faceva capire che la vita … che dopo la vita … si poteva immaginare che non esistesse il paradiso.

mercoledì 21 maggio 2014

STORIE DI MITI: IL SIC

Non capita spesso di cambiare canale, di accendere la TV, magari anche solo per caso e … vedere così tanti capelli ricci uscire da un casco.
Beh, è capitato spesso, per anni. Tanti ricci che volavano al vento. In giro per il mondo. Scoprivi la faccia, guardavi bene, leggevi la carta d'identità e ti accorgevi che non erano solo ricci. Sotto c'era un ragazzo.
Uno dei ragazzi più semplici e leali della storia. Che quei suoi amatissimi ricci non se li sarebbe mai fatti tagliare. A nessun costo.
“Super Sic” questo era il nome che si sentiva più spesso. Quello che urlava il telecronista, quello che urlava Meda a ogni sua caduta, quello che urlavano in milioni ad ogni suo sorpasso.
Perchè se è vero che un pilota o un qualsiasi sportivo deve metterci la passione, Il Sic era il migliore di tutti. Perché forse quella grinta, quella passione furono ciò che lo fecero rimanere attaccato al gas fino alla fine.
Una storia poi una leggenda. Quella di un ragazzo romagnolo, spettinato e un po' folle. Perché l'importante era darci dentro.
L'avevano capito tutti che era speciale. L'avevamo capito tutti che era un gran pilota, capace di farti volare. Sognare.
A dodici chilometri dal 58 abita il 46.
Non sono numeri civici. Non sono targhe. Non è neanche il destino che fossero così vicini e poi così lontani. La storia del Sic è una storia d'amore. Una storia un po' particolare, una storia che è ricominciata con un segnale forte.
“Se vi è sembrato di conoscerlo a voi da casa, beh è proprio come vi sembrava. L'avete conosciuto”.
Di questa storia non posso raccontarvi la fine solo perché non c'è. Non posso raccontarvi la fine solo perché se Il Sic fosse qui, non vorrebbe che ve la raccontassi.

martedì 13 maggio 2014

STORIE DI MITI. ROSSIIII C'è!!!


Credo che l'Italia abbia avuto la grande fortuna di poter assistere, tifare un grande campione, un grande pilota, qualcuno per cui saltare i pranzi con la suocera la Domenica. Vale Rossi.
Ecco. Saltando, andando oltre a tutto quello che negli ultimi tempi si è detto di lui, chi non ha tifato Rossi alzi la mano.
Probabilmente in questo momento qualcuno per fare la battuta avrà alzato la mano, ma io non ci credo. Valentino Rossi, è stato per chiunque avesse una televisione e un attimo di sale in zucca, l'eroe. L'eroe. L'eroe. L'eroe. L'uomo che i bimbi imitavano. Che quando mio padre mi diceva:
“Vai piano!”
Io rispondevo: “Si”
Poi con il mio amico urlavo: “Tu sei Capirossi, io sono Vale”
E ci buttavamo dentro una curva come dei pazzi scatenati.
Vale è stato causa di cadute, di sangue e di interminabili pianti per terra.
Valentino non è, se vogliamo, l'uomo da prendere come esempio. O meglio. Non è stato l'uomo da prendere come esempio, ma Vale ti faceva sognare. Con lui Meda. Perchè, si è vero che Meda ti renderebbe interessante una gara di tricicli, ma quando assistevi a una gara di Moto GP, ti divertivi e soffrivi con lui. Con Meda. Uno dei più grandi telecronisti. Che ti faceva sempre essere in piedi sul divano. Quello che io ruppi al nono mondiale di Vale. Quello che milioni di italiani ameranno per sempre, quel maledetto, rotto, bel divano, col piedino giù, dove staccavi forte e ti buttavi dentro. In un altro mondo. Risucchiato da quel ragazzo numero 46. Quello che sapeva, quello che sa trovare il limite, spostarlo un po' più in là e non farti dormire. Questo è Rossi, questo e molto altro ancora.

lunedì 12 maggio 2014

STORIE DI MITI. GILLESSSSSS

Ma quanti anni sono passati.
Eri il lontano 1982. Sarò sincero. Non mi ricordo la data esatta...
Che Ferrari in quegli anni. Il boom. La formula1 era la giusta misura di elettronica e manualità. Di spettacolarità e di passione. Io quell'anno non c'ero. Io nacqui diciannove anni dopo. Però di quegli anni, gli anni ottanta mi hanno raccontato molto. Della formula1 non così tanto e perdonatemi se sbaglierò nel raccontarvi.
Ho un mio grande amico, questo ha un padre che possiede una casa ereditaria sulle colline toscane. Un paradiso, tutto bello, là in mezzo al bosco, là col fiume e coi lupi. Spesso d'estate passiamo i weekend lì. Ha una TV che credo che sia l'unico oggetto tecnologico oltre ai fornelli. Se non stiamo in giardino, nel fiume o a giocare ai militari litigando sul regolamento, ci sediamo davanti alla TV per il Gran Premio. Quindi qui si forma l'angolo tecnico. Io, i due fratelli e il biondo. Se è la Moto GP vediamo solo Rossi! Se è la Formula1 vediamo solo la Rossa!
Poi durante il Gran Premio si parla di tutto, da Schumi, a Jordan, a Nadal agli All Blacks a l'italia del 2006 fino all'Italia dell'ottantadue. Sono partito un po' da lontano perché voglio raccontarvi la magica atmosfera che si forma. A volte capita e a me piace quando succede, che si parli saltando da un discorso all'altro, di GILLES. Si vedono i babbi che con l'espressione un po'così, di loro che hanno visto Gilles dicono: “Scicci” a dire “Quello era uno che aveva una marcia in più”. Che l'anno in cui finì di correre sarebbe diventato campione del mondo con la Ferrari. E qui però, beh … qui era di più. Qui si amava la Ferrari perché la guidava Gil. Non so molto su di lui, francamente potrei andare a vedere su wikipedia, ma allora non avrebbe senso scrivere questo testo. Non so molto su Gil, perché Gil non si può racchiudere in queste parole. Neanche in un dialogo perché il fatto è che Gil è magico, gli vogliamo bene perché vinse solo sei gare, poche, ma quando le vinse ci fu un gran gusto.
Perché quando io ieri ho chiesto a mio padre che numero mettere sul nostro carrettino da discesa, lui mi ha risposto una cosa sola: “Se è un numero, potrà essere soltanto uno” e io “Certo … 27”

martedì 6 maggio 2014

MONDI PARALLELI 22

L'uomo avanza verso di me. É tutto vestito di bianco e in mano ha una pergamena.
Non apre bocca. Chissà che lingua parla questo strano individuo. Mi porge ciò che ha in a mano:
Tu
Eroe
Tu
Più umano di noi umani
Tu
Più forte di Ercole
Tu
Zardor
Tu che salverai il prossimo.
Le parole sulla pergamena erano scritte in verde. L'uomo la riprende, la nasconde sotto alla tunica che indossa e mi dice:
“Io, tu sei Zardor, re dei re, unico uomo rimasto, io a te consegno i poteri che la natura mi ha conferito. Anzi che ha conferito a te Zar, per combattere ciò che sarà sbagliato nel mondo in cui vivrai. Preparati finché hai tempo, esercitati con i tuoi poteri. Perché ragazzo mio. Un nuova era sta arrivando”.
Adesso comincio ad avere paura. Il mio cervello si fa mille domande. Mi giro e il signore davanti a me è scomparso. Sono la speranza? Il genere umano? Io cosa? Dov'è …?

venerdì 25 aprile 2014

MONDI PARALLELI 21

Io. adesso io si proprio io. Posso spiccare il volo. Sono cambiato, forse una mutazione genetica forse la depressione, non lo so. Io adesso posso volare posso correre veloce, a velocità che nessuno sarebbe in grado di battere. Io che adesso sarei l'eroe del mondo, quel mondo che non esiste più. Che è stato distrutto da me. Non me ne frega più però. Io si io adesso sarò per me e per tutti coloro che mi conosceranno “Astiki Rox”. Non temerò più niente, non cercherò di fare più niente. Corro adesso. Volo per sempre, lì in alto dove prima arrivava sol Dio, dove adesso arrivo anch'io. Si sono l'eroe si, l'eroe di un mondo finto, falso,inesistente...
Scorgo là, ad un certo punto una figura, particolare. Su questo piccolo mondo... non è terra. Ma c'è acqua, non è il mare ma c'è terra... c'è vita, questo posto, che assomiglia molto alla terra, questo posto che a giudicare da quello che vedo è abitato da uomini... uomini?! Si quello è un uomo. Indossa un cappello. Alto, barbuto, direi sulla settantina.

lunedì 21 aprile 2014

MONDI PARALLELI 20


Qualcosa è cambiato dentro di me. Sono più veloce, sono più forte, sono più leggero, salto e mi sembra di volare. Poi ricado. Ho letto tanti fumetti... che mi sia successo qualcosa? Quando? Sotto terra, dove ho vissuto non mi ricordo, non c'era... forse... che cosa sono adesso? Il mio corpo a parte la pelle gialla... più di un asiatico, ma un giallo bello... non ha subito altre trasformazioni. Internamente forse mi è successo qualcosa. La mia faccia sta cambiando improvvisamente, il mio corpo è forse troppo piccolo. Ecco sulla mia schiena, mi sento più potente, provo a saltare e spicco il volo via come un uccello, volo ma poi ricado. Mi dovrò allenare... poteri di che cosa? Forse sono uno di quelle persone a cui le malattie si manifestano ad età avanzata? So solo che non sono più me, so che sono cambiato, forse in un essere capace di fare qualcosa di buono... forse il sole, forse il centro della terra. Si, ne sono sicuro. Sono cambiato.

sabato 19 aprile 2014

MONDI PARALLELI 19

Cammino, corro e mi muovo. Sono tornato umano, almeno come caratteristiche, ho paura che dentro di me qualcosa sia cambiato. Non intendo moralmente, ma oggi mi sento strano, mi sento particolarmente veloce ed energico, tipo esplosivo. Vivo in una casa che ho costruito su un albero, vivo come un uomo primitivo , vivo come è bello vivere, fregandosene di tutto, anche perché non è che mi possa interessare di qualcosa. Vivo e basta. Scopi non ne ho. Non mi ricordo quanti anni ho. Credo però di essere vecchio. Non so quanto mi rimarrà da vivere. L'importante adesso è correre...

giovedì 10 aprile 2014

MONDI PARALLELI 18

Le mie gambe stanno cominciando a funzionare, così come le mie braccia. Sto facendo una specie di terapia do solo, tutto il giorno, sulla riva del mare. Mangio frutti e crostacei. La mia pelle sta cominciando a perdere il suo colore verde e io sto cominciando ad assomigliare ad un umano sempre di più. Mi sono tagliato i capelli ma non troppo corti. Mi sono tagliato pure la barba, quella del tutto, giusto i baffi ho mantenuto. Mi sono pulito. Ma devo ancora riacquistare il movimento degli arti. Steso al sole. Bello, bellissimo il sole. Lo adoro. Pace e tranquillità nel mondo di sopra. Che fine hanno fatto li alieni? Non lo so... non mi interessa e mi addormento...

venerdì 4 aprile 2014

MONDI PARALLELI 17


Sto scavando. Con le mani sto scavando. Cerco di uscire da questo buco sotto terra. Vedo la luce... fuori... acqua e cielo terra. Mi verrebbe da mangiarla. Sono verde, scarno e sempre più piccolo. I capelli e la barba sono lunghi. Guardo intorno a me ma non vedo niente che sia una minaccia. Sono su una spiaggia. Allora mi stendo vicino alle onde. Sento degli schiamazzi di uccelli e di animali. Forse la guerra è finita. Ma quanto sono stato li sotto? Trovo della frutta. Non mi interessa di cosa si tratta. È fresca e succosa, buona, finalmente qualcosa che non sia terra. Riempio i miei polmoni di aria, respiro tanto, voglio respirare. Mi viene un improvvisa voglia di birra, di patatine, di una partita del mondiale che non ho visto. Quello di Rio. Con gli amici scomparsi per colpa mia nell'universo sperduto e troppo ampio per essere attraversato. Striscio metri, provo ad alzarmi... mi sembra quasi una follia...

venerdì 28 marzo 2014

MONDI PARALLELI 16

Il mio corpo. La mia voce. Gli specchi. Gioco con gli specchi per capire chi sono diventato. Io piccolo, sotto la luce, sotto il dolore delle tenebre terrestri. Io alieno. Pauroso. Là fuori, lassù non c'è più niente. Non si sente niente, io sono alieno. Io sono alieno. Ho paura e piango. Cerco di ricordare i testi di canzoni, non mi vengono in mente. Continuo. Macchè. Io sotterrato nella terra, io non respiro io che mi chiudo dentro me stesso ridendo, come un uovo, come un batterio nella sua spora. Rosso di sangue e di ferite. Giallo di colore extra. Verde, quello che mi dicevano della speranza, è ora dell'orrore. Ricordo. Si ricordo... imagine there's no heaven...it easy if you try... e allora rido.

venerdì 21 marzo 2014

MONDI PARALLELI 15

Le mie mani sono mutate in grosse chele e malformazioni ossee. La mia faccia si è rimpicciolita molto. Soffro ogni giorno di più. Il mio fisico è denutrito. Luce. Cerco luce. Ho bisogno di luce. Vorrei trovarmi tra le braccia di qualcuno che mi voglia bene. Non c'è nessuno. Mi contorco a terra, sanguinando e il mio corpo perde qualcosa di umano. Il cuore non c'è, o almeno quello fisico. Mangio terra e sassi. Trovo che tutto sia distrutto. Immagino. Sogno giorni più belli in un futuro impossibile. Rivedo mio fratello, era sull'altare. Io,fucili, grida, odio, disperazione, alieni, Darwin. Forse qualcosa che non è andata per il verso giusto nell'evoluzione. Ambienti. Sistemi. Rido steso per terra circondato dal cielo e dalle nuvole. Sole e vento. Fiori e amore.

giovedì 13 marzo 2014

MONDI PARALLELI 14

Sono passati ormai mesi da quando vivo nel mondo alieno. Il mio corpo sta assumendo strani colori e strane forme. Ho paura di trasformarmi in alieno. Ogni mia speranza di ripopolare il mondo è svanita dopo l'esplosione della terra e con essa tutti i suoi abitanti. É da molto tempo che non vedo la luce del sole. Fuori, lassù, sento che c'è guerra, che combattono forse, solo per una manciata di ghiande. Io l'animale loro l'uomo. L'evoluzione si è ribaltata.


Figiuli 5-

lunedì 3 marzo 2014

MONDI PARALLELI 13

Nel mondo alieno riesco a vivere in pace. Mi sono ricavato una specie di monolocale sotto terra. Animali e alieni lottano e muoiono in sanguinose guerre, ma quello è normale. Avere una casa arrangiata sotto terra comunque è molto carino. Ti da un bel senso di sicurezza. Essere al riparo da tutto. Esco poco allo scoperto. Mangio anche molto meno, ma riesco a dormire su un comodo materasso. Ho armi di auto difesa e ho scavato delle gallerie sotterranee per la fuga in caso di attacco. La situazione nella terra non è buona, anzi sono morti tutti. I miei due consiglieri, le mie due voci della verità, mi fanno capire che tutto il lavoro fatto è stato inutile e che probabilmente morirò qui, dove sono adesso. Poi metto su un vinile, l'ultimo. E una canzone mi fa capire che vivere non ha più senso. Quell'uomo era avanti del tutto. Aspetterò. Aspetterò.

mercoledì 26 febbraio 2014

MONDI PARALLELI 12

La guerra è scoppiata. Cloni e alieni si distruggono tra loro, poi arrivano dagli umani e ci ammazzano. A centinaia di migliaia. La terra è una distesa di cemento rovente. Gli unici uomini rimasti vivono a diecimila metri di altezza. Tra quelli pure io. Il mondo in tre mesi ha fatto ciò che prima aveva fatto in miliardi di anni. É nato, gli uomini sono nati, hanno scoperto creature capaci di distruggerli e poi hanno conquistato tutto. Io ho sbagliato. Sia a ripopolare che a cercare di ricostruire. Non niente da perdere. Dei parenti non me ne frega... scappo. Da codardo, lascio la terra. La paura mi ha divorato e ritorno nel mondo alieno. Lascio il mio popolo tra le fiamme. Più ci penso più soffro. Più soffro, più voglio andarmene.

Figiuli 87

mercoledì 19 febbraio 2014

MONDI PARALLELI 11

Il mondo è completamente ripopolato. Ho ritrovato gli amici e i parenti. Purtroppo però la temperatura del terreno è salita, adesso parliamo di quattromila gradi. Non c'era acqua per me, figuriamoci se c'è acqua per sette miliardi e mezzo di persone. Viviamo galleggiando a trenta metri di altezza e tutto ciò che era di metallo si è completamente sciolto. I libri non ci sono, bruciati. Batteri e altre forme di vita non umane sono completamente sparite. La civiltà sta cominciando a viaggiare su livelli di ignoranza assurdi, non potendo più studiare e leggere. Tutti siamo padroni di noi stessi, un po' come “Ognuno per se Dio per tutti”. Unico problema è che adesso non esiste neanche più un Dio. Alcuni alieni hanno imbucato il passaggio terra-spazio e hanno così avuto la geniale idea di colonizzare sulla terra. Grazie al loro corpo costituito per lo più di gas e fuoco, riescono a vivere camminando a terra. Ci stanno stuzzicando, vorrebbero che sgombrassimo. Ma con tutta la fatica che ho fatto a ripopolare la terra, non me la fregheranno i primi alieni che arrivano. Credo che da qui a poco ci sarà una tremenda guerra.

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martedì 18 febbraio 2014

MONDI PARALLELI 10

Oggi giorno bellissimo. Grazie ad alcuni cloni non morirò da solo. Sono riusciti a portare sulla terra circa un milione di esseri umani spaesati e ignari della situazione. C'è stato un passa parola da parte mia e hanno cominciato così a capire tutto. Il mio corpo sta assumendo un colore violastro, forse per colpa di tutta la cocacola che mi scorre nel sangue. L'ossigeno diminuisce, la buona notizia però è che il sole non c'è più, adesso è tutta penombra, la temperatura sotto i nostri piedi ha raggiunto i cento trenta gradi, infatti non siamo appoggiati per terra, ma sospesi grazie a dei jetpack. La costruzione di caschi contenenti ossigeno è aumentata, ma di sicuro non continueremo a vivere molto tempo in quester condizioni, forse adesso un mese. Ogni umano ritornato sul suo pianeta si sta organizzando per tornare nel proprio paese, così ho deciso di fare anch'io. Miami è completamente ricostruita e i cloni in giro per il mondo sono ancora incaricati di svolgere i lavori pesanti. Mi sto dirigendo con una di quelle macchine aliene verso l'italia. Le speranze sono poche, ma lo scopo ora è guadagnare cinque mesi di tempo, quello che mi basta per rianimare il mondo.


Figiuli 1564