mercoledì 7 agosto 2013

LA GARA DELLE FORMICHE

            
A me venne in mente la più bella delle idee, fare le gare di formiche. Così ognuno di noi prese una formica, con qualche soldo prendemmo otto  tubi di plastica lunghi quindici metri l’uno. I tubi avevano una fessura da entrambi i lati. Li posizionammo poi cominciammo ad allenare le formiche. Le facevamo fare su e giù velocemente, per aiutarci sbattavamo il bastone sul tubo e loro andavano più veloci. Ognuno gli aveva dato un nome, la mia si chiamava LeoneVegetale. La gara cominciò alle otto di sera. C’erano un sacco di persone a vederci. Ognuno con un binocolo o con un cannocchiale. La sorellina di Richi diede il via con una pistola più grande di lei. Le formiche partirono. La formica di Francobollo vinse la gara subito, ma si scopri che aveva messo delle briciole di pane in fondo al tubo. Lui venne squalificato. La seconda fu Enri, ma gli aveva dato da mangiare della torta, considerata doping e anche lui squalificato. Ora eravamo in sei. La mia conduceva la testa della gara. Leon venne raggiunto da quella di Frenci. Poi si ribaltarono entrambi ma subito si ripresero. Alla fine dopo una gara sofferta e dolorosa … le nostre formiche si sono ritirate e sono uscite. Le abbiamo raccolte e portate nella loro teca. Il pubblico era diventato matto, amava le gare di formiche e voleva altre gare, ma noi non glielo concedemmo. Le formiche alle due e quarantacinque di notte erano stanche.

venerdì 2 agosto 2013

PISCINA


                              
Era la giornata più calda che I Grandi Rega avessero mai vissuto. Decidemmo così di costruire una piscina. Chiamammo Giovanni, il nonno di Pietro, con la ruspa. Scavò un enorme buca, sarà stata almeno una venti per venti.La asfaltammo e ricoprimmo con piastrelle lisce. Costruimmo alcuni sdrai e altri li comprammo. Invitammo tutto il paese e mettemmo su un piccolo bar, gestito da Matti ed Enri. Eravamo pronti ad inaugurare la nostra prima piscina. Frenci e Francobollo facevano i bagnini. Io e Simo invece facevamo il bagno. Richi organizzava gare di nuoto e Pietro curava la vasca delle tartarughe d’acqua. Al bar è successa una cosa che ha fatto dannare sia Matti che Enri. Sono arrivate otto amiche e una ha chiesto un Cornetto. La seconda un cornetto, la terza un cornetto, la quarta un cornetto, la quinta un cornetto, la sesta un cornetto, la settima un cornetto, l’ottava un  cornetto. Purtroppo per Matti, i gelati erano a cento metri, siccome la prolunga per tenerli freddi non arrivava al bar. Successivamente è stata avvicinata. Frenci ha dovuto salvare tutte le otto ragazze che avevano appena ingurgitato  chili di gelato e stavano affondando. Abbiamo guadagnato soldi a sufficienza per comprare … ottime armi e armature per combattere la guerra che dichiareremo.  
                      

sabato 27 luglio 2013

GUERRA PER LA PATRIA


Avevamo ideato la nostra bandiera. L’avevamo cucita e appesa al grande albero vicino al bunker. Era bellissima. Il simbolo, era la lingua dei Rolling Stones, blu. Lo sfondo era a righe verticali, tutto giallo e verde. Noi eravamo e siamo ancora i Grandi Rega. Purtroppo però, c’è stato fatto un torto. I Pirati Carini, ci hanno rubato la nostra bandiera. Noi siamo otto, e loro … ventiquattro. Ora non sapevo come avremmo potuto fare. Ci armammo di fionde, cerbottane, fucili a vernice e prendemmo le moto, per attaccarli. Il loro campo distava quattro chilometri di campagna, questo spiega le moto. Partimmo e una volta da loro, li spiammo . Si  stavano esercitando con le bombe di vernice. Il loro bunker era tre volte il nostro. Enorme. Lo aggirammo tutti dipinti e segnati in faccia. Ci guidava il Capitan Francobollo. Il primo colpo lo sparò lui. Colpì alla testa un nemico. Poi si mosse silenziosamente verso i cespugli. Inciampò e cadde. I nemici diedero l’allarme. Spararono subito contro Francobollo, io e Simo cercammo di coprirlo. Anche Frenci venne colpito. Poi si rialzò e guidò la carica. Enri sparò bene, ma troppi colpi per uomo,quindi finì la vernice. Dovette caricare la fionda e venne catturato e legato. Richi corse in mezzo ai nemici, quindi in campo aperto. Ma cadde. Si rialzò e corse via. Non so dove. Io, Simo e Pie, corremmo su per le scale del loro bunker. Arrivammo ad una finestra. Noi eravamo i cecchini, facevamo fuoco di copertura. Io sul fronte destro, Simo sul sinistro e Pie a nord. Pie si aggrappò ad una corda, e scese a mo' di Tarzan. Combattemmo altre sette ore. Io e Simo scendemmo, ci mettemmo in gioco. Alla fine vincemmo la guerra di indipendenza. Eravamo riusciti a riprenderci la bandiera...che però non ci piaceva più, quindi disegnammo un Keith Harring nero, su uno sfondo bianco. Avevamo datoalla guerra  il nome Papereguerriere. I Grandi Rega avevano combattuto la guerra di indipendenza delle Papereguerriere.

mercoledì 24 luglio 2013

IL COMMERCIALISTA

            
Oggi a casa nostra, è venuto Graziano Paolini. Un commercialista, che viene spesso per parlare con papà di affari. Io ero in casa con Frenci e Simo. Eravamo in camera mia a preparare dei giochi, e delle vendette … sì vendette. Graziano, Il dottor Graziano Paolini, quando ero piccolo, aveva pestato apposta la mia macchinina preferita dicendo “Le macchinine fanno schifo bimbo scemo” da quel giorno non l’avevo più perdonato. Con Simo decidemmo la vendetta, Frenci la perfezionò. Lo scopo era tirargli l’acqua addosso appena fosse uscito di casa. Ma mi venne un’altra idea. Noi avevamo una fattoria, quindi tanto concime … e un' ottima idea. Andammo al bunker di corsa. Lì c’era Enri che stava chiudendo il recinto del cavallo. Ci fornì un secchio di … come potrebbe dire un bambinetto: popò. Lo direbbe però solo perché i genitori altrimenti si arrabbierebbero. Sennò avrebbe detto tranquillamente: merda. Tornammo a casa, avevamo pronto un secchio di merda da tirargli addosso. Ma a noi non bastava. Decidemmo infatti di buttare dell’acqua sullo zerbino. Poi la facemmo ghiacciare. Ora tutto era perfetto. Il dottor Paolini uscì, scivolò cadde e noi gli tirammo addosso tutto il secchio di merda. Ora avevo vendicato la mia macchinina.

lunedì 22 luglio 2013

LE OLIMPIADI

                 
Anche quest’anno sono state organizzate le olimpiadi per ragazzi. Le olimpiadi, di atletica leggera. Solo atletica. Io, anche se non ero adattissimo, volevo correre i cento,  così feci. Frenci, il salto in lungo, Matti salto in alto, maratona (di soli dieci chilometri) Enri e Francobollo. Simo corse con me i cento, Pietro i duecento. Ci serviva qualcuno che corresse gli ottocento e i quattrocento. Un altro doveva entrare nel club. Girava voce che un ragazzo dell’atletica correva fortissimo. Era come un siluro. Lo andammo a cercare io,Simo e Francobollo. Si chiamava Riccardo. Lo riconoscemmo, veniva con noi all'asilo. Le parole di Simo furono chiare “Tu devi correre per noi” e le sue ancora più chiare e sintetiche “Sì”. Un semplice sì fu perfetto. Ora eravamo in otto. Le olimpiadi cominciarono con uno sparo da parte del sindaco e l’accensione della nostra fiaccola. Io e Simo eravamo sui posti di partenza. Pronti a partire. Un tipo si avvicinò a noi, con aria da sbruffone, era dei "Pirati carini". Noi non avevamo un nome. Ci disse “ Cosa ci fate qui? Siete venuti a perdere?” La nostra risposta, fu ovvia e sincronizzata “Pulisciti la tua merda”. Ci preparammo e … via! La mia partenza fu ottima, anche lo sbruffone partì bene, Simo male. Recupero stratosferico per Simo. Io e lui eravamo pari e tagliammo il traguardo insieme. Il salto in lungo non fu ottimo, Frenci fece due nulli e una caduta. Mattia portò a casa un argento. Francobollo vinse la dieci chilometri ed Enri arrivò quarto.  Anche Pietro vinse i duecento. Eravamo però pari con la società dei  "Pirati Carini".  I quattrocento non si corsero per via dei pochi iscritti. Tutto si decideva all'ultima gara.
Gli ottocento cominciarono. Richi partì male, inciampò e rotolò. Restando però nella sua corsia. Non so, ma forse in quel momento, il cielo si oscurò. Richi però si rialzò da grande campione, si tirò su e riprese a correre. Era ultimo. Corse più veloce di quello che poteva. Vi assicuro ormai non ci credeva più nessuno. Ma Richi lo sapeva. Incredibilmente, corse fino a raggiungere Alessandro, quello dei Pirati Carini. Poi eccolo lanciato negli ultimi duecento metri ed esultare. Avevamo vinto. Un grido e salti di gioia, accompagnarono il bel momento. “I miei compagni mi hanno detto che mentre tagliavo il traguardo , un raggio di sole, ha attraversato la pista” , ciò che disse Richi all’intervista, dopo aver vinto con i compagni, il primo titolo olimpico. Probabilmente di una lunga serie.

domenica 21 luglio 2013

I FUCILI DA CACCIA


Francobollo, è un amante delle armi visto che suo nonno ha un negozio di fucili, quelli rotti dai cacciatori, li abbiamo portati al bunker, erano tre i fucili, e abbiamo deciso che dovevamo andare a caccia. Purtroppo i fucili erano appunto rotti,  li portammo a far riparare dal nonno di Pietro. Intanto Mattia, scaldava sul fuoco dei giovani legni, e gli faceva la punta. Una volta riparati i fucili, comprammo delle cartucce poi cominciammo la parata. Io, Simo e Francobollo, avevamo i fucili in braccio, pronti a sparare. Ci dirigemmo nel bosco, un cinghiale ci attraversò la strada, e noi a corrergli dietro. Io sparai e lo colpii alla gamba, ci avvicinammo per finirlo, ma nessuno di noi ebbe il coraggio, così lo prendemmo con noi e lo portammo al bunker. Ora avevamo un nuovo animale per la fattoria. Per fortuna era solo stato sfiorato, si sarebbe rimesso presto. Aspettammo una settimana, mentre lo curavamo e svezzavamo. Poi facemmo un recinto apposta per lui. Era bellissimo, lo chiamammo Scipati. Era un nome che ci piaceva anche se non aveva un senso. Intanto Mattia era già andato a riportare i fucili. Anche con il cinghiale decidemmo di fare una corrida. Invitammo l’intero paese. Io e Simo eravamo i due cinghialeri. Il cinghiale era pronto a colpire. Noi non lo avremmo ucciso, ma gli avevamo attaccato dei campanellini alle zanne e dovevamo toglierli. Lui ci venne incontro. Io rubai un campanello, mentre Simo venne scaraventato a terra. Io gli corsi incontro e mi sfregiò la gamba, facendomi rotolare. Il cinghiale era arrabbiatissimo e la folla in delirio. Mattia lo stuzzicava con i bastoni, ma sarebbe intervenuto in caso di pericolo. Simo si rialzò e rubò un campanello, vinceva chi ne rubava due. Il cinghiale caricò di nuovo. La folla era davvero impazzita, urlava e si scatenava. Venni colpito di nuovo, ai reni. Il respiro mi mancò e stetti un po’ fermo a terra. Simo corse verso il cinghiale , anche lui venne colpito ai reni e volò via sbattendo a terra violentemente. Ci alzammo tutti e due doloranti. Continuammo comunque e Simo con un atletico salto rubò l'ultimo campanello. Poi  però cadde addosso a me e il cinghiale ci pestò. Uscì dall'arena costruita apposta per le corride e i rodei. Andò in mezzo al pubblico pagante, Mattia e Francobollo, con le lance in mano gli corsero incontro per prenderlo, e insieme ad Aro lo accompagnarono nel suo recinto. Finì con me e Simo sul letto, garzati e feriti, e il pubblico che chiedeva il bis.

mercoledì 3 luglio 2013

LE MOTO


L’atro giorno io e Pietro siamo tornati alla discarica per vedere cosa c’era di interessante e abbiamo trovato delle moto, erano undici vespe nuove, cosa ci facevano non lo so, ma noi le abbiamo prese tutte e le abbiamo portate al bunker. A Francobollo è venuta un idea: fare una gara. Così abbiamo fatto un circuito battendo bene il terreno, per rendere le gare più divertenti, abbiamo deciso che ci si poteva fare delle modifiche e io decisi di mettere nelle ruote delle lancie in modo da distruggere gli altri. Così dalla partenza rimanemmo in tre, tutti gli altri caduti. A me si ruppero le lance, eravamo rimasti io Simo e Franci. Io mi ero tenuto una pistola spara chiodi. E sparai alle ruote di Franci e di simo. Però a me colpirono con un sasso e caddi. La vespa di distrusse più lontana, ma siccome ne avevamo undici ed eravamo sette ne presi un’altra. La mia spara chiodi aveva finito i colpi e non sapevo più come recuperare. Poi Simo è scivolato ma siccome non era vicino alle moto di riserva si è ritirato dalla gara. Eravamo rimasti solo io e Franci. Lui era in vantaggio, così presi il mio coltellino e gli stracciai la gomma dietro. Lui cadde e io passai in testa ma una volta vicino alla vittoria, mi schiantai contro la moto che non avevo tolto dal mezzo e caddi distruggendomi contro tutto e fini nel fango. Il giorno dopo ci siamo ritrovati tutti rotti e con le moto a riparare. Così abbiamo deciso che la prossima volta a correre dovremmo essere in undici.

domenica 23 giugno 2013

I PULCINI, IL CIRCO E LA FATTORIA.


Oggi  io e Fra siamo andati a comprare dei pulcini al mercato. Erano piccolissimi e li abbiamo sistemati in una casetta di legno  lunga tre metri e larga due. Una specie di pollaio. Una volta sistemati però, non avevano nessun tipo di particolarità. Così a Frenci venne in mente di addestrarli e mettere su un circo. Unico problema ,avevamo solo otto polli, un toro e una mucca. Andammo al mercato e prendemmo altri animali: quattro gatti, due pecore, due capre, tre cani, due cavalli,svariati rapaci, pappagalli e altri uccelli. Mettemmo su il circo, e fu un successo, avevamo anche comprato tutta l’attrezzatura e i costumi. Dopo aver fatto il circo però, dove mettiamo gli animali??? Abbiamo così chiesto al nostro amico muratore di procurarci uno steccato, e lui ce l’ha volentieri regalato. Abbiamo fatto un sacco di recinti e gli animali li abbiamo liberati in essi. Così adesso abbiamo una fattoria. Ma ci serviva un inserviente, siccome noi non possiamo sempre pulire, abbiamo deciso di assumere un altro membro, chi meglio di un esperto di follia e di animali poteva esserci utile??? Così abbiamo deciso di assumere il cugino di Fra e Matti. Enrico. Lui ha accettato e il suo contratto cita: Enrico potrà partecipare alle normali attività del club, ma in più dovrà assicurarsi dell’ igiene e
della salute degli animali, per cui anche di Pietro”. Poi la risata: ahahah.

venerdì 21 giugno 2013

LA CORRIDA... IL RODEO


L’altro giorno, Matti ha trovato una mucca al mercato, era nervosissima e arrabbiata. L’ha comprata per duemila lire e l’ha portata a casa. Così siamo andati al bunker e nel enorme e sconfinato giardino che lo circonda, abbiamo costruito con uno steccato vecchio, un cerchio nel quale abbiamo liberato la mucca. L’ abbiamo nutrita e fatta calmare, poi siamo andati in centro e abbiamo chiamato tutti a vedere il rodeo che avevamo organizzato. Pietro faceva il presentatore, io e Simo preparavamo la mucca, Matti andava in giro da grande Star, mentre Frenci cavalcava la mucca, lo spettacolo costava duemila lire, ma il pubblico ha apprezzato e si è gustato il rodeo. Il ricavato (quattro milioni di lire) è stato usato per comprare un toro, del legno per la stalletta, del fieno e varie attrezzature. Così continueremo a fare rodei.

giovedì 20 giugno 2013

IL NUOVO MEMBRO


Oggi è stata una giornata difficile, abbiamo preso un importante decisione. Oggi nel nostro club è entrato un nuovo membro, si chiama Francesco è il fratello più piccolo di Matti, ma siccome c’era già un Frenci, anche se a lui non piace perché dice che è da femmina noi lo chiamiamo Fra. È velocissimo, in bici è forte, per cui è un po’ fastidioso per Pietro, il quale era lui ad avere queste caratteristiche. Così adesso siamo in sei.
Fra non era venuto prima, perché era troppo impegnato con gli studi, poi si è stancato ed è venuto, pagando una quota di iscrizione (un regalo). Il regalo è molto importante perché è un simbolo di riconoscimento e se qualcuno tradisce il club, l’oggetto (molto caro) verrà distrutto. Se qualcuno invece decide di uscire, si riprende l’oggetto e la bandiera del disonore. Anche Fra gioca a rugby. Abbiamo anche preso un’altra decisione, siccome Fra non va bene, perché dice che è da femmina, abbiamo cambiato Frenci in Francobollo e Fra è diventato Franci.

mercoledì 19 giugno 2013

L’ AEREO



Ieri abbiamo trovato un aeroplano alla discarica,  l’abbiamo preso per farlo sistemare. È piccolo, ha due posti. Il nonno di Pietro l’ha sistemato e ce l’ha dato, pronto a volare. Così siamo andati al bunker e abbiamo costruito una pista di lancio.
La pista è stata costruita con del cemento avanzato al muratore, la persona più vicina al bunker (a cinquecento metri). Io sono salito insieme a Simo e via … dopo pochi secondi eccoci a trenta metri da terra. Era bellissimo e abbiamo filmato tutto con la nostra telecamera.
Il resto del gruppo ci seguiva in macchina, "Il grande catorcio acme" così l’abbiamo chiamata. L’aereo aveva la radio e il DJ ha annunciato un cantante, beh anche se non so come sia possibile quella musica era uno sballo, la musica pompata e l’aereo a mille, le nostre risate e i ricordi che ci riempivano la testa. Erano bei ricordi, di felicità, era la canzone a farceli venire in mente. Ormai stavamo sorvolando il mare, c’erano le esultanze della gente, che nei bar di mare esultava per il goal dell’ Italia, quello decisivo, i nostri compagni che ci salutavano e noi che ce ne fregavamo. E quella musica che andava e non si fermava, il vento e il resto. Probabilmente, anzi sicuramente quel momento lì sarà indimenticabile, ricorderò per sempre i sorrisi e le battute. Una volta tornati a terra, ho scoperto il cantante e così abbiamo chiamato l’aereo poi la canzone. È stata la sensazione più bella e pazzesca per me e il mio compare socio. No woman no cry.

lunedì 17 giugno 2013

LA SPEDIZIONE

          
L’altro giorno siamo partiti per una spedizione oltre il laghetto, ma avendo distrutto la zattera non è stato facile. Siamo andati a comprare una resistentissima corda di acciaio. In seguito l' abbiamo legata al terreno, in modo che attraversasse il lago. dopo aver fatto la prima prova, abbiamo posizionato altre corde d’acciaio, sulle quali abbiamo disposto delle assi di legno.
Il lago è poi stato attraversato senza che succedesse nessuna catastrofe (del tipo cadute in acqua). Una volta dall’altra parte abbiamo cominciato a marciare, con in spalla lo zaino e le nostre fionde. Non so che ora fosse ma cominciò a fare buio, così ci siamo accampati in una vallata.
Abbiamo piantato le tende e acceso un fuoco per cucinare la carne che avevamo portato. Vicino a noi scorreva un fossetto di acqua pulita. Mettemmo a lavare i nostri vestiti e poi cominciammo a dormire. Il mattino cominciammo il viaggio di ritorno a casa, e quando tornammo per attraversare il lago … il nostro ponte non c’era più!!!!!! A quel punto entrammo nel panico. Non sapevamo cosa fare, quando a Simone venne in mente di … Aro, il nostro cane eroe sempre con noi. Così uno per uno saltammo in groppa ad Aro e lui ci portò dall’altra parte. E questa è stata la spedizione del sergente Aro e C.

venerdì 14 giugno 2013

LE PALLE DA... TUTTO


  
Le palle con cui giochiamo a tutti gli sport immaginabili sono sempre ridotte male,sono sporche,rattoppate… ovviamente direte:“sporche?ma è normale, si gioca per terra” si ma le nostre sono le più sporche sporchissime palle, che anche se sono quelle da pallavolo sono piene di fango,di bava e di erba. Però c’è ne una,la palla perfetta,la palla che chiunque vorrebbe avere,la migliore palla di tutte, si chiama: Laovalesporca, e la nostra palla da rugby, colei che ha un posto speciale nel Bunker, e che è protetta dal fidato cane guerriero del gruppo,colui che ha giurato fedeltà alla palla,che ha combattuto la guerra di Korea e che era presente allo sbarco in normandia,colui che la sua età è indefinita, colui che era un cane da caccia, colui che è sempre stato con il gruppo: Il grande Aro. Quella palla è speciale, perché è stata la palla con cui abbiamo giocato un importantissimo torneo che abbiamo vinto.
 

mercoledì 12 giugno 2013

LA ZATTERA


L’altro giorno eravamo al lago, Frenci ha deciso di fare un giro con una zattera. Unico problema, non avevamo la zattera. Così decidemmo di costruirla. Io presi qualche albero caduto con la neve l’inverno trascorso.Simone prese un lenzuolo da casa di sua nonna, Pietro prese delle corde e dei sassi per farla galleggiare meglio, mentre Frenci ci dirigeva picchiandoci con delle canne di bambù se sbagliavamo. Mattia intanto stava preparando le provviste,perché pensavamo di stare via tanto. Appena pronta la zattera, l’abbiamo caricata e … via!!! Una grande spinta di Matti che poi sale su con un atletico salto. Ohoh, ci eravamo dimenticati i remi,eravamo al centro del lago e non sapevamo più come fare.
Così mi venne un idea:prendiamo le corde, leghiamole insieme e agganciamoci alla riva.
Non ho pensato che le corde tenevano legata la zattera: in questo modo : SPLASH.
Matti aveva portato tutti i vestiti, così facendo non si è più visto per una settimana.

CALCIO


Chi più chi meno tutti sanno giocare a calcio, dove giocare meglio che per strada? Ogni giorno ci troviamo nello stesso posto, dove cominciamo a giocare contro altre "società" di strada, oppure ci alleniamo. Io non sono dei più forti, però mi prendono a giocare perché dicono che intimorisco gli avversari, io comunque preferisco giocare a rugby.

sabato 8 giugno 2013

LE SCARPE DA CORSA


Per correre in bici dobbiamo avere tutti le stesse scarpe: Superga rotte, sporche e puzzolenti,  ogni pilota ha il suo paio, le mie sono grigie. Siccome secondo alcuni non è giusto bisogna portare tutti lo stesso paio e si è deciso il numero che porta Frenci, 44 e mezzo. In questo modo abbiamo tutti delle scarpe enormi,  che spesso e spesso e spesso e poco volentieri ci scappano e dobbiamo fermarci per rimettercele, perdendo così un sacco di tempo. Oppure continuiamo, ma siccome nessuno ha i calzini e nessuno ha i freni buoni… frenare non è sempre piacevole. Tralasciamo anche il fatto che dobbiamo passare NEL PUNTO DEI CHIODI: un punto pieno di chiodi, dove la curva è stretta e per farla dobbiamo mettere giù il piedino, e…io ho provato, da quel giorno ogni volta che appoggio il piede per terra dico:
 “ahahah accidenti a chi ha messo ahahah i chiodi” ..Il problema diventa anche per le gomme,  perché ogni due o tre giorni dobbiamo cambiarle.

IL RUGBY


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Molti dei miei compagni giocano a calcio, magari non gli piace ma loro giocano per moda, invece io ed i miei migliori amici giochiamo a rugby, so che magari la gente puo' pensare che sia uno sport violento e senza uno scopo, in realtà e'
tutto il contrario. E' un gioco divertente, bello e violento non lo è perché per giocare a un gioco così devi conoscere un sacco di regole , noi come squadra siamo fortissimi e ogni Domenica creiamo dei disastri tra gli avversari.

IL SUPERMERCATO

          
L’altro giorno a Pietro è venuto in mente di derubare il supermercato della Tina: sua zia,
così abbiamo preso le nostre armi da taglio e da fuoco poi siamo entrati mascherati da Zorro e abbiamo preso del cioccolato e noccioline, la Tina si è messa ridere e le ha pure impacchettate, così siamo usciti e siamo scappati nel nostro punto di ritrovo “il bunker” , una casa sgarruppata che abbiamo sistemato ed arredato. Il problema è stato che i ragazzi grandi ci hanno visti e ci hanno preso in giro ed attaccati al muro, così Frenci ha deciso la vendetta: un attacco a bombe di vernice. Il piano è stato messo in atto il giorno seguente ed è stato bellissimo, abbiamo vinto e loro si sono dovuti inginocchiare per chiederci perdono e farci smettere.

venerdì 7 giugno 2013

LE BICI


                         

Dopo scuola, invece di fare quelle cose stressanti e odiose cose  di cui non ricordo il nome preferiamo tutti andare nel cortile di Frenci che ha una villa con un giardino immenso, pieno di aiuole e di laghetti a fare le gare in bici.Le gare sono dei veri e propri massacri,molti di noi cascano nel laghetti e altri si fanno rincorrere dai cani o peggio ancora va per il povero Simone che ha i freni rotti e ogni volta finito il rettilineo di partenza sbatte contro il muro e la sua gara finisce lì,tra un mucchio di ossa rotte e le macerie.Mattia è un caso particolare,lui c’è una volta si e una no,perché casca talmente tante volte nell’acqua che non sempre ha i vestiti asciutti per correre.Pietro ha una bella bici,ma anche se dice che noi siamo invidiosi,ha truccato la bici,approfittando del fatto che il papà fa il meccanico e gli ha messo un motorino.Io me la cavo con un secondo o terzo posto.Per ora sono primo in classifica,perché Pietro non lo consideriamo più.

LE PARTITE E ALTRO

        
Ogni fine settimana c’è sempre un gran via e vai di amici che vengono a vedere le partite. Sabato ha giocato il Napoli contro la Juve, e il Napoli ha perso, mio nonno  e mio fratello grande erano infuriati, e io e babbo invece eravamo felici, perché anche se lo neghiamo tifiamo per la Juve. Se non guardiamo le partite,guardiamo la formula1, e li siamo tutti d’accordo su una cosa:la Ferrari deve vincere,altrimenti si rischia sempre la rissa con i vicini che tifano per la maledetta e dannata Mc’laren. L’altro giorno la Ferrari ha fatto la sua ennesima vittoria e i vicini arrabbiati neri sono venuti a suonare al nostro campanello e appena il nonno è andato ad aprire loro … SPAM!!!!!! Una torta al cioccolato e altro spiaccicata sulla faccia del nonno,che gentilmente ha chiuso la porta e si è annodato al dito tutto ciò. Questa sera i vicini vanno fuori a cena e noi ne approfitteremo per fargliela pagare, il babbo ha detto che vorrebbe smontargli la cucina, mentre io opto più per la cera sulle scale.