Erano le undici di
notte e quella notte la passavamo nel bunker. Avevamo acceso il
camino mentre i cani e gli animali più piccoli erano in casa.
Intanto la pioggia batteva costantemente sul tetto. Noi ci
raccontavamo storie di paura, ma non erano storielle per bimbi
piccoli erano veri e propri horror. Certo avevamo paura, ma ogni
tanto scappava una battuta e una risata. Sentimmo dei rumori venire
dal giardino poi sempre più insistenti. Noi non avevamo animali
feroci e i nostri pensieri furono subito spaventosi e terribili.
Prendemmo di corsa i fucili a palline e i coltellini veri. Io presi
anche due cartucce vere. Corremmo fuori nel giardino. Gli animali
erano agitati e la pioggia si trasformò in grandine. Una bestia ci
attaccò. Cademmo nel fango ci rotolammo ci graffio, noi sparavamo
senza pietà. Corremmo dietro il bunker altri rumori e graffi io
venni colpito e volai dieci metri. Misi le cartucce vere e sparai. A
quel punto rumore sordo e una bestia cadde e morì. La lasciammo lì
e rientrammo. L’avremmo analizzata il mattino dopo, ma sembrava
davvero grande. Alle cinque con uno sprazzo di luce uscimmo. La
bestia morta era l’incrocio del piranha con la lucertola. Avevamo
sbagliato qualcosa ed era diventata una bestia enorme e feroce.
Purtroppo erano rimasti ancora liberi sette mostri. Era iniziata la
caccia grossa. Cucimmo delle divise da caccia, armammo i cannoni e i
fucili. Gli aspettammo e sparammo contro tutti loro. Fu una battaglia
dura ma ce la facemmo. Vincemmo la guerra con qualche ferita, con la
mano destra stringevamo il braccio sinistro che era caduto e con i
piedi mandavamo avanti carriola con dentro la mano destra. Ma tutto
sommato stavamo bene.
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