Andy Martin era un
ragazzo dai capelli rossi tinti che fumava una volta al giorno una
sigaretta, una di quelle che estraeva dal pacchetto Marlboro.
La cenere gli cadeva
sulle scarpe che si muovevano al ritmo dei piedi che calzavano un bel
quarantotto mentre lui avrebbe dovuto portare solo uno scarso trenta
nove.
Le leggende dicono
che ci stesse dentro quelle scarpe per il semplice motivo che erano
piene di mozziconi dal lontano '37 e dire che lui era nato solo nel
1940. Il 31 febbraio del 1940.
Sua madre gli aveva
comprato un basso ancora prima che lui nascesse e appena respirò, e
non respirò aria pura ma aria firmata sigarette del padre, appena
aprì gli occhi e mosse le mani cominciò a suonare il suo
meraviglioso e costosissimo basso.
Così almeno
racconta sua madre ogni qualvolta qualcuno aprisse il discorso “Suo
figlio se la cava con la musica”.
In realtà
probabilmente Andy non era nato ne il 31 febbraio ne aveva mai
toccato quello strumento prima dei quattro anni quando cominciò a
suonare nella migliore scuola del paese. Dove prendeva lezioni dal
miglioe maestro di musica del paese.
Andy era qualcosa di
sublime quando delicatamente sfiorava le corde con le mani pulite da
bravo ventenne Inglese.
Andy è l'ultimo
componente in ordine sparso della Black jazz Free Band.
Era quello che
quando si suonava, che quando si suonerà, che quando si suona, ha
sempre gli occhi coperti da un paio di occhiali col telaio nero e le
lenti rosa, attraverso i quali la vita ha tutto un altro gusto.
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